“RENNES LE
CHATEAU: UN ENIGMA TEMPLARE”
di Vincenzo Dell’Aere
Rennes le Chateau è un piccolo paese ubicato
nella valle dell’Aude nel cuore dei Pirenei. Questo luogo, centro di
segreti e misteri, è legato alle vicende che hanno visto come protagonisti i Re
Merovingi, i Templari, Otto Rhan ed il Priorato di Sion.
Ma veniamo all’antefatto.
L’Abate Bèrenger Saunière rinvenne
nella chiesa madre, durante i lavori di restauro, alcune misteriose pergamene
grazie alle quali entrò in possesso di un formidabile “tesoro”e non
solo.
La chiesa, costruita al centro del paese nel
1059 su un sito visigoto (sacro per le antiche popolazioni celtiche) fu
successivamente consacrata nel 1225. L’intero territorio è inizialmente
appartenuto ai Conti di Ràzes e poi è passato ai Marchesi Blanchefort ed alla
famiglia Hautpoul.
Durante i lavori di restauro alcuni operai,
nel rimuovere una lastra di marmo dell’altare maggiore, scoprirono che la
colonna di legno, ad esso appoggiata, nascondeva in una piccola cavità, posta
alla base, ben quattro pergamene avvolte in cilindri di legno. Sui cilindri
erano impresse le croci templari seguite dalle date del 1270 e 1274 e dai
sigilli di Bianca di Castiglia che nel 1230 aveva donato alla Cattedrale di
Chartres il rosone nord con le relative ogive. La nobildonna, appassionata di Storia e dei misteri ad essa
legati, fece inserire nella vetrata
alcune rappresentazioni dai forti connotati ermetici come la “Vergine Nera” e la “Rosa Mistica”. Il rosone riproduce,
infatti, al suo interno le enigmatiche simbologie che originano dai rotoli di
Qumran e dalla Numerologia Ebraica. Troviamo 12 semicerchi che contengono i 12
Profeti minori e 12 quadrati con i 12 Re di Giuda. E’ l’immagine
della città del futuro (la nuova
religione) che partendo dai 12 pilastri dell’antico sapere (Israele) dà vita alla nuova genia (48 = evoluzione della specie). Sotto il
rosone è raffigurata al centro Sant’Anna (dal volto nero , in abiti esseni e con il fiore di Lys a tre boccioli)
che regge sulle ginocchia Maria bambina. All’estrema sinistra appaiono
invece uno dietro l’altro,
Melchisedesch, il mago caldeo che consegnò ad Abramo la coppa santa,
Aronne, il mago egiziano “fratello”
di Mosè dal quale ricevette la “verga
magica”, Davide, il re musicista con l’arpa a dieci corde
(inventore della musica che interagisce con Madre Natura) ed infine Salomone,
costruttore del Tempio di Gerusalemme, che regge nella mano destra l’Abacus gigliato.
Quindi Saunière, in possesso delle quattro
pergamene, su consiglio del suo superiore Monsignore Felix Billard si recò a
Parigi per farle decodificare al fine di comprenderne l’arcano
significato. Una volta ottenuta la
“traduzione” ritornò a Rennes le Chateau e continuò, in gran segreto,
la ricerca nella chiesa e nell’adiacente
cimitero ma questa volta con la complicità della giovane perpetua Marie
Denarnaud. Si sospetta che l’Abate, qualche tempo dopo, abbia scoperto
un’antica cripta proprio sotto l’altare maggiore entro la quale
erano sepolti due “misteriosi cavalieri” che indossavano ancora le
armature. Erano Templari o nobili Catari ? E’ difficile rispondere. Negli ultimi mesi dell’anno scorso un
gruppo di “studiosi” ha individuato, grazie alle ricognizioni
geognostiche, due cavità poste una sotto l’altare e l’altra sotto
la torre Magdala. Ma non è stato consentito a nessuno di fotografare i siti o
di raccogliere informazioni in merito alla sorprendente scoperta. Grazie a
questi risultati potrebbe essere confermata l’ipotesi secondo la quale
Saunière abbia effettivamente trovato il corpo della Maddalena ed altri oggetti
tanto importanti da costringere la Chiesa a far tacere “per sempre”
l’incauto curato. E’ certo
che egli abbia ospitato nella villa Bethania alcuni illustri e “misteriosi”
personaggi, membri di alcuni Ordini segreti. Ma quali ? Da qualche tempo
qualcuno cerca, con caparbia determinazione, di confondere le idee
all’opinione pubblica in modo da far considerare il “caso
Rennes” come una formidabile bufala. Ma è proprio così ?
E perché la Chiesa ha cercato per decenni di
occultare la verità ? Ma a prescindere
da ciò è innegabile che all’interno della chiesa di Rennes le Chateau si
trovino simbologie inquietanti come il demone-guardiano Asmodeo, che debbono
farci riflettere. Non meno interessanti le statue di San Germana, San Rocco,
Sant’Antonio da Padova, Sant’Antonio l’eremita e San Luca le
cui iniziali formano la parola “GRAAL”. E che dire delle 14
stazioni della Via Cru-
cis ? Tutto sembra voler confermare, anzi
sottolineare, l’appartenenza di Saunière ad un Ordine Segreto
(Sant’Angelico ?). Nel corso di accurate indagini effettuate da me sul
posto è risultato che tutti i crocefissi ubicati all’interno della chiesa
recano l’iscrizione “INRI” con la “N” rovesciata.
Sappiamo che la “N” diritta sta per “NAZARETH” mentre
rovesciata si legge “HTERAZAN” che in ebraico antico significa
“camera nascosta”. Spinto da questo indizio ho ispezionato con cura
tutto il pavimento ed ho individuato proprio vicino all’altare maggiore
una depressione strutturale, riempita in seguito con materiale di risulta. Sono
convinto che sotto il tabernacolo ci sia la famosa cavità che potrebbe custodire
i resti della Maddalena.Questa ipotesi sembra essere rafforzata dal fatto che
l’effige della Grande Sacerdotessa è raffigurata più volte nella chiesa
come a voler sottolineare la sua presenza “fisica” in quel luogo.
Inoltre i pittori Pousinn e Tenièrs nei loro dipinti, entrambi denominati “I Pastori di Arcadia”, hanno
inserito a bella posta importanti indizi per far ritrovare i corpi della
“Dama Bianca” e del “Gran Maestro”, suo sposo. Forse
l’Abate Sauniére ne aveva compreso il significato che, se divulgato, avrebbe
fatto sobbalzare la Chiesa di Roma sin dalle sue fondamenta. E fu proprio
questa la causa scatenante della sua morte improvvisa e dell’inspiegabile
comportamento del suo confessore che, in punto di morte, gli negò
l’estrema unzione e l’assoluzione, contravvenendo ai basilari
“doveri cristiani” di ogni sacerdote che si rispetti. Secondo
alcuni ricercatori è probabile che Saunière, qualche tempo prima della sua
“improvvisa scomparsa”, si sia incontrato con un misterioso nunzio apostolico:
addirittura Angelo Roncalli, in seguito eletto Papa con il nome di Giovanni
XXIII°. Cosa gli ha confidato l’Abate di tanto sconvolgente ?
Già da alcuni anni si parla con insistenza
della Maddalena come probabile “sposa” di Gesù. Nel mio penultimo
libro intitolato “ Il Segreto di Federico II di Svevia: l’Ultimo
Faraone” ho evidenziato quanto
scoperto a seguito di una scrupolosa indagine riguardante il
“Cenacolo” di Leonardo da Vinci. In questo dipinto, che possiamo
ammirare nella chiesa di Santa Maria delle Grazie in Milano, il “divin
Maestro” ha occultato la
“prova” del “legame” fra Maddalena e Joshua ribadendolo
con un messaggio cifrato inserito fra le trame della tovaglia
che letteralmente significa: “ Nostra Signora siede alla destra di
Colui che è l’Inizio e la Fine”. Nella rappresentazione
pittorica Leonardo ha collocato la Maddalena alla destra di Gesù (a sinistra
per chi guarda), infatti si nota chiaramente che si tratta di una donna dai
biondi capelli e non di un discepolo.
“…..
e le mie acque sgorgano da destra
perché la
destra è il posto degli Eletti al Regno di Dio”
(Genesi:
6,5-9,17)
La donna indossa una tunica blu ed un manto
rosso mentre il figlio di Dio veste una tunica rossa ed un manto blu. Il rosso
ed il blu rappresentano i misteriosi colori della Conoscenza infatti il rosso è il colore della Sapienza
Occulta, l’arcano numero 8, il blu è il colore della Verità o la
“terza funzione” celtica.
Jean Cocteau, altro Gran Maestro del Priorato di Sion, ha riportato nel
suo dipinto situato all’interno di Notre Dame de France a Leicester
Place, la simbologia ermetica relativa alle Verità di Rennes le Chateau. Sulla
tela troviamo il “sole nero”, la rosa rosso-blu, il falco Horus e
lo stesso autore di spalle alla croce. Nel linguaggio criptico-iniziatico vuol
dire che la Chiesa ha nascosto all’intera umanità che la Maddalena era la
legittima sposa del Cristo nonché madre dei suoi figli e la verità sulla non avvenuta “crocifissione”.
“…….in
verità vi dico che dopo di Me non cesserà la Fonte perché io non morrò ma
vivrò, e dopo che me ne sarò andato, andato e non morto, ad aprire le Porte dei
Cieli, un Altro verrà che mi è Uguale e che completerà la Mia Opera facendovi
comprendere quello che vi ho detto e
incendiandovi per farvi Luci, posto che avete accolto la Luce”
(Giovanni: 14,16)
Probabilmente queste verità, trascritte nei
famosi rotoli di Qumran, sono state portate in Francia dai Catari, naturali
discendenti degli Esseni, e poi trafugate dai Templari che le avrebbero
nascoste in una cavità sotterranea del castello di Montsegur. Tutto questo era
stato scoperto dall’Abate Saunière grazie proprio
all’interpretazione delle pergamene ritrovate nella chiesa di Rennes le
Chateau. Gli stessi indizi sono stati riportati nel “Serpente
Rosso”, criptico scritto redatto nel 1966 ad opera di tre esoteristi
francesi. Ma altri si sono occupati del segreto di Saunière e tra questi un
uomo di straordinaria intelligenza e studioso dei Catari: Otto Rhan.
Ma cerchiamo di ricostruire le circostanze
che hanno spinto Rhan ed Hitler ad occuparsi di questa misteriosa comunità e
del loro occulto Sapere.
Il nazismo è stato un fenomeno culturale nel
quale sono confluite le credenze pagane, i rituali esoterici ed il mito
dell’uomo semidio discendente dagli Arii. Questo popolo, vissuto in India
migliaia di anni fa, è stato il custode di segreti di indicibile potenza. Ar in
sanscrito significa “essere
superiore” e questo spiega l’atteggiamento del popolo tedesco
nei confronti di tutte le altre razze. Adolf Hitler si interessò allo studio
delle origini della razza ariana e fu iniziato alla scienza esoterica da un ex
monaco cistercense, Lanz Von Liebenfels. Frequentò la società segreta Thulegesellscahft fondata a Monaco nel
1919 dal Barone Rudolf Von Sebottendorff. Nel 1920 Hitler ha incontrato
l’esoterista Dietrich Eckhart, poi diventato il suo ideologo, e Rudolf
Hess il quale, iniziato ai culti misterici egiziani, ha dato vita ad una setta
segreta che si interessava, fra l’altro, proprio ai Catari. Dopo il 1934
il Fuhrer ha incominciato sistematicamente ad eliminare uomini ed
organizzazioni, come la Vril, che potevano in qualche modo intralciare i suoi
piani o svelare determinati segreti legati alle spedizioni effettuate in
Italia, in Francia e nel Tibet e sui monti caucasici, per recuperare documenti
e reperti.
Hitler, particolarmente attratto dal mistero
di Montségur e dei sacerdoti Catari, incaricò Otto Rahn di ispezionare a fondo
le roccaforti della Linguadoca per scoprire dove il popolo eretico avesse
nascosto il tesoro e le preziose reliquie poco prima della loro definitiva
capitolazione avvenuta nel 1244. La Storia ci ha tramandato che la notte prima
dell’assalto finale, tre non meglio identificati personaggi, riuscirono a
portare fuori dalle mura le reliquie di Dagoberto II e la Sacra Coppa. Il
Catarismo (cataro deriva dal greco katharòs che significa “puro”)
affonda le sue origini dal zoroastrismo, religione che prevedeva rigidissime
regole di vita con una visione
dualistica dell’universo, il rifiuto della corruzione,
l’eguaglianza tra i sessi e la parità sociale. I Catari, cristiani
anticlericali, predicando la “nuova
verità” determinarono una rivoluzione spirituale in tutto il
territorio della Linguadoca sconvolgendone profondamente l’ordinamento
sociale e politico. La loro ingerenza nell’amministrare “le
anime” secondo il nuovo credo religioso contrariò non poco la Chiesa la
quale ritenne opportuno, ancora una volta, eliminare la diretta concorrente
emettendo un verdetto di condanna per eresia. Questa decisione scatenò una vera
e propria crociata persecutoria che terminò con il sanguinoso massacro di oltre
duecento innocenti, prevalentemente donne e bambini. Otto Rahn, nato il 18
febbraio 1904 a Michelstadt nella Germania meridionale, sin da giovane aveva mostrato
uno spiccato interesse per i misteri catari e per tale motivo accettò
con entusiasmo il mandato, conferitogli dal
Fuhrer in persona, per scoprire i loro
inaccessibili segreti. Egli scrisse due libri “Creuzzeng gegen den
Graal” (Crociata contro il Graal) e “Luzifers Hofgesinf” (La
Corte di Lucifero) dove senza mezzi termini spiegava le motivazioni che avevano
spinto la Chiesa Cattolica ad eliminare dalla scena religiosa e politica
dell’Europa gli Albigesi prima ed i Catari dopo. Il giovane e risoluto
Rhan incominciò ad esplorare le profonde grotte dello Sebarthes dove rinvenne
numerosi simboli templari. La scoperta rivelò l’esistenza di uno stretto
legame fra i due Ordini che perseguivano lo stesso obiettivo: proteggere la
verità legata alle sacre reliquie. Rhan
riteneva che i Catari fossero i diretti discendenti dei Druidi nonché
gli iniziatori della Chiesa Celtica Cristiana (Corpus Celatus Cristi) e
pertanto iniziò a tradurre i loro complessi rituali. Improvvisamente
nell’estate del 1936 organizzò una spedizione in Islanda ma non si è mai
conosciuto il reale motivo di questo improvviso viaggio. L’enigmatico
storico riuscì, grazie alla collaborazione di un fantomatico
“rabbino”, a “decodificare”
i simboli ed i glifi ritrovati nelle grotte dello Sebarthes. Forse per sfuggire
alla rappresaglia nazista per aver
accettato una tale collaborazione, egli decise improvvisamente di allontanarsi
dalle “SS” e di tenere per sé quelle segrete informazioni. Pochi
mesi più tardi, il 13 marzo 1939, Otto Rhan morì misteriosamente sulle montagne
tirolesi e non è mai stato ritrovato il suo corpo. Il carteggio contenente le
sue “sensazionali scoperte” fu consegnato ad una “setta
occulta” che subito dopo costituì un ordine arturiano che ebbe come sua
naturale sede, il castello di Himmler. Al suo interno fu posta una tavola
rotonda orientata secondo criteri esoterici in modo che, in una determinata
data (il solstizio d’estate ?), i raggi del sole ne potevano colpire il
centro. In questo castello avvennero regolarmente degli incontri fra gli
iniziati del Reich e quelli di importanti Ordini inglesi e francesi. Ma
torniamo a Rennes le Chateau. Si ritiene che nei prossimi mesi sarà possibile,
grazie a ciò che riferiranno gli studiosi circa i risultati degli scavi
effettuati nella chiesa e nel territorio circostante, ricomporre il quadro
completo dell’intera faccenda in modo da giungere finalmente alla
spiegazione del mistero legato a questo luogo inquietante. Ma forse la chiave
di lettura per comprendere il segreto di Rennes le Chateau è da ricercarsi fra
i versi dei tredici capitoli del “Serpente Rosso”. Ad una prima
analisi esso sembra uno scritto senza alcun senso logico ma se lo mettiamo in
relazione al misterioso ritrovamento dell’Abate Saunière ci accorgiamo
che vi sono contenute tutte le notizie per ritrovare sia alcuni importanti
documenti (rotoli a papiro appartenuti ai Sacerdoti Esseni) e sia i corpi della
Maddalena e del “Rex Quondam, Rexque
Futurus”.

Leonardo da Vinci: “Il Cenacolo”
– Santa Maria delle Grazie - Milano

Leonardo da Vinci: “Il Cenacolo”,
messaggio criptato nascosto nella trama della tovaglia
(tratto dal libro: “Il Segreto di
Federico II di Svevia: l’Ultimo Faraone” – Levante Editori, Bari
– 1998)
Per saperne di più
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